venerdì 20 marzo 2026

Eugène Turbat

Rose e ibridatori · Epoca 2

Eugène Turbat

Il vivaista di Orléans che nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, introdusse uno dei rambler più belli e duraturi della storia — e lo dedicò a una contessa eroica


Il 2016 è stato un anno speciale a Orléans: il vivaio Turbat, ancora di proprietà della stessa famiglia dopo un secolo, ha organizzato una festa di compleanno per la sua rosa più famosa. “Ghislaine de Féligonde” compiva cent’anni ed era ancora nei cataloghi dei migliori vivai d’Europa. Poche rose possono vantare una longevità simile — e poche portano con sé una storia altrettanto straordinaria.

Ibridatore · Francia

Eugène Turbat & Compagnie

Orléans, Valle della Loira (Francia)  ·  attivo a cavallo tra Otto e Novecento

Specializzazione Rose rampicanti e sarmentose; gruppi Multiflora e Wichuraiana
Sede Orléans, Valle della Loira
Longev. vivaio Oltre un secolo, famiglia Turbat — ancora attivo nel 2016
Rosa simbolo “Ghislaine de Féligonde” (1916)

Un vivaio nel cuore della Valle della Loira

Eugène Turbat era proprietario di un vivaio nei dintorni di Orléans, nel cuore della Valle della Loira — una delle regioni floricole più attive della Francia di fine Ottocento. La sua attività si collocava in un momento straordinariamente fertile per l’ibridazione delle rose: i vivai francesi di quel periodo — da Guillot a Pernet-Ducher, da Barbier a Turbat stesso — erano i laboratori dove si ridisegnava il futuro della rosa ornamentale europea.

Turbat si specializzò nelle rose rampicanti e sarmentose, lavorando soprattutto con il gruppo delle Multiflora e delle Wichuraiana — varietà robuste, vigorose e di grande effetto decorativo su pergole, archi e cancellate. Il vivaio Turbat & Compagnie divenne noto per la qualità delle selezioni e per la serietà del lavoro. Tra i suoi rambler meno conosciuti figurano altre varietà ancora apprezzate dai collezionisti di rose antiche, ma è la “Ghislaine de Féligonde” che ha consegnato il nome Turbat alla storia della rosa.

1916 — una rosa in tempo di guerra

Il 1916 è uno degli anni più bui della Prima Guerra Mondiale: la Battaglia della Somme, Verdun, le trincee nel fango. In questo contesto, Turbat introduce una rosa che porta il nome di una donna entrata nella leggenda locale: la contessa Ghislaine de Féligonde, che secondo la tradizione aveva attraversato le linee nemiche nella notte per portare in salvo il marito, ufficiale di cavalleria ferito nelle trincee. Un gesto di coraggio straordinario per una rosa altrettanto straordinaria.

L’atto di introdurre un nuovo rambler nel bel mezzo della guerra dice qualcosa di Turbat: l’opera di un vivaista non si ferma nemmeno quando il mondo è in fiamme. I semenzali continuano a crescere, le selezioni continuano, le rose continuano a nascere. La “Ghislaine” viene derivata dal rambler “Goldfinch” di G. Paul (Gran Bretagna, 1907) — da cui eredita i grappoli fitti e la leggerezza del portamento.

Un vivaio che dura un secolo: fatto notevole nella storia della rosacoltura, il vivaio Turbat rimase di proprietà familiare per oltre cent’anni. Nel 2016, in occasione del centenario della “Ghislaine”, la famiglia Turbat organizò una festa di compleanno per la sua rosa più famosa — un gesto che testimonia quanto profondamente questa creazione fosse rimasta al centro dell’identità familiare attraverso le generazioni.

La sua rosa

Rosa “Ghislaine de Féligonde”

Eugène Turbat & Compagnie, Francia — 1916  ·  Rambler ibrido Multiflora  ·  RHS Award of Garden Merit

Tipo Rambler sarmentoso, ibrido Multiflora
Altezza 250–400 cm
Fioritura Giugno–ottobre (poco rifiorente; abbondante in estate, sporadica in autunno)
Colore Albicocca dorato, sbiadisce verso crema-bianco; in autunno sfumature rosa
Profumo Intenso, dolce, muschiato
Fiore Piccolo pompom doppio (4–5 cm, 17–25 petali) in grandi grappoli
Spine Quasi assenti — caratteristica rarissima tra i rambler
Parentaggio Da “Goldfinch” (G. Paul, Gran Bretagna, 1907)
Rusticità Fino a −15 °C (zona 6)

È considerata una delle migliori rose rampicanti mai ottenute. I grappoli densi di piccoli fiori a pompom — da 15 a 20 per corimbo — si aprono di un caldo giallo-albicocca e sbiadiscono progressivamente verso il crema e il bianco avorio man mano che i fiori invecchiano, creando sulla pianta una gamma di tonalità simultanee di rara eleganza. In autunno, nelle zone più fresche, i fiori assumono delicate sfumature rosate.

La caratteristica che la rende unica tra i rambler è l’assenza quasi totale di spine — i fusti sono morbidi e flessibili, facilissimi da guidare su archi, pergole, cancellate e tralicci senza rischio di tagli. Il fogliame è leggero, verde brillante, sano. Tolera la mezza ombra meglio di quasi ogni altro rambler — cresce bene con sole parziale, una qualità preziosa per i giardini urbani.

In autunno produce piccole bacche decorative che attirano gli uccelli. Resistenza alle malattie eccellente, adatta alla coltivazione biologica senza trattamenti preventivi.

Come coltivarla Pieno sole o mezza ombra (tolera fino a 3 ore di sole diretto). Terreno fertile e drenato, ma si adatta anche a suoli non ottimali. Non necessita di potatura regolare — solo ringiovanimento periodico eliminando i rami più vecchi dopo la fioritura. Distanza di impianto: 200–300 cm. Adatta a pergole, archi, pilastri, siepi e muri.

Piante compagne consigliate

Rosa “Bobbie James” (rambler bianco) — fiorisce subito dopo la Ghislaine, prolunga lo spettacolo
Clematis “Perle d’Azur” — azzurro in estate, fiorisce quando la rosa ha smesso
Alchemilla mollis — verde-giallo morbido alla base, copre il terreno attorno al fusto
Allium hollandicum “Purple Sensation” — sfere viola in aprile-maggio, in risonanza con i grappoli albicocca

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