domenica 22 marzo 2020

Astro settembrino (Margherita di San MIchele)

Perenni · Fioritura autunnale

Astro settembrino

È una pianta spettacolare soprattutto nella varietà alta — ideale per le aiuole. Proprio al termine della stagione dona al giardino una macchia di colore meraviglioso.


Quando il giardino autunnale comincia a perdere colore, l'Astro è già pronto. Settembre, ottobre, novembre — le sue infiorescenze simili a piccole margherite si aprono a centinaia su ogni cespo, in rosa, viola, rosso ciliegia o bianco, mentre quasi tutto il resto ha già smesso di fiorire. È una perenne preziosa proprio per questo: riempie il vuoto che nessun'altra pianta vuole occupare.

Aster novae-angliae astro settembrino in fioritura autunnale, cespo di steli eretti coperti di fiori rosa-viola simili a margherite con centro giallo, perenne da bordura
Aster novae-angliae — fioritura autunnale

Le specie e le varietà da conoscere

Il nome "Astro settembrino" raccoglie un gruppo di specie distinte, con caratteri e resistenze diverse. Conoscerle evita sorprese — soprattutto riguardo alle malattie fungine, che colpiscono alcune specie e risparmiano quasi completamente le altre.

  • Aster novae-angliae Astro del New England Alto 100–150 cm, fiori rosa o viola intenso, molto resistente all'oidio — la specie più robusta del gruppo. La varietà "Andenken an Alma Pötschke" forma un compatto cespo di steli eretti che si copre di fiori rosso ciliegia per tutta la prima metà dell'autunno.
  • Aster amellus "King George" 40–60 cm, portamento compatto, fiori viola-lilla con centro giallo. Non soffre di oidio. Predilige terreni ben drenati e la ghiaia come pacciamatura. Tra le varietà più apprezzate per colore e portamento ordinato.
  • Aster novi-belgii Astro del New Belgium Il più diffuso in commercio ma il più vulnerabile — può essere attaccato da un fungo che vive nel terreno. Le prime avvisaglie si riconoscono dallo scolorimento delle foglie, e a quel punto è già troppo tardi. Se si deve sostituire una pianta malata, estirparla, bruciarla e scegliere una nuova area per la dimora.
  • Aster ericoides "Golden Spray" 60–90 cm, nuvola di piccoli fiori bianchi con centro giallo, portamento arioso e naturale. Cresce bene anche in vaso.
  • Aster pringlei "Monte Cassino" Fiori bianchi minuti su steli alti e flessibili, cresce bene in vaso. Molto apprezzata come fiore reciso per composizioni e bouquet.
  • Aster thomsonii "Nanus" Compatto come l'Aster amellus, fiori lilla-azzurro da luglio a ottobre — tra le fioriture più lunghe del genere. Prestare attenzione ai ristagni idrici in inverno: predilige la ghiaia come pacciamatura, che oltre a favorire il drenaggio crea un accostamento estetico molto riuscito.

Esposizione e terreno

L'Astro predilige luoghi aperti e soleggiati, ma ha bisogno di un periodo d'ombra nel corso della giornata — va evitata l'esposizione totale al sole, garantendo la luce diretta solo per una parte del giorno. Non sopporta la siccità: la terra deve essere sempre umida. Il terreno va trattato con abbondante compost o letame maturo per migliorare la struttura e favorire la ritenzione di umidità. Una volta attecchite bene, le piante si concimano con sangue secco e cornunghia — fertilizzanti organici a lento rilascio che nutrono senza forzare la crescita.

Messa a dimora e cura nel primo anno

Le piantine giovani vanno messe a dimora in primavera, gli esemplari adulti in autunno o a inizio primavera. La prima fase di crescita è molto delicata: occorre annaffiare spesso. Quando il terreno risulta ben bagnato, ricoprirlo con uno strato di letame maturo o composta per trattenere l'umidità. La varietà alta di Astro dovrà essere supportata con tutori dalla fine della primavera, ove necessario — nelle bordure i tutori evitano che si pieghi sotto il proprio peso o con il vento autunnale. Nelle aiuole invece gli steli possono appoggiarsi sulle piante vicine.

Il mal bianco — come prevenirlo e curarlo

Il nemico storico dell'Astro è l'oidio — il "mal bianco" — una malattia fungina che compare dopo periodi caldi e siccitosi. Le recenti varietà resistenti, in particolare Aster novae-angliae e Aster amellus "King George", resistono bene se le condizioni di coltivazione sono corrette. Nel caso in cui dovesse comparire, recidere le parti malate e bruciarle — mai lasciarle sul terreno — poi annaffiare e paciamare con terriccio fertile. La prevenzione rimane però la strategia migliore: scegliere le specie più resistenti e garantire sempre la corretta umidità del terreno.

Scheda — Aster settembrino
TipoPerenne erbacea
FiorituraSettembre – novembre
ColoriRosa, viola, rosso ciliegia, lilla, bianco
Altezza40–60 cm (nane) · 100–150 cm (alte)
EsposizioneSole parziale — luce diretta per metà giornata
TerrenoFertile, umido, ben drenato — arricchito con compost
AnnaffiaturaRegolare — non sopporta la siccità
ConcimazioneSangue secco e cornunghia dopo l'attecchimento
Specie consigliateA. novae-angliae e A. amellus per la resistenza all'oidio
RusticitàOttima — fino a −20 °C

🌿 Abbinamenti autunnali

La composizione floreale avrà maggiore risalto affiancando altre specie autunnali:

  • Sedum spectabile "Brilliant" — corimbi rosa intenso, stessa stagione, fogliame succulento decorativo
  • Crisantemi rustici — meravigliosi accanto all'Astro, ma evitare di sovraffollare se si usa già il Sedum
  • Ceratostigma plumbaginoides — ideale con la varietà nana: fiori azzurro-cobalto e foglie rosse in autunno
  • Miscanthus sinensis — le piume chiare delle graminacee esaltano i colori intensi dell'Astro alto
  • Helenium autumnale — giallo-arancio che entra prima dell'Astro creando una staffetta di colori

mercoledì 25 giugno 2014

Flower Power della Parrot

Tecnologia · Gadget per il giardino

Flower Power — il giardino diventa hi-tech

Il giardino può diventare hi-tech. Anzi, il giardiniere diventa "bionico".


Se volete tenere sotto controllo lo stato di salute delle vostre piante, se volete conoscere la conducibilità elettrica del vostro terreno e il valore del pH, non potete che fare affidamento a Flower Power — il sensore smart prodotto da Parrot che trasforma il monitoraggio del giardino in qualcosa di semplice e immediato quanto leggere un'app.

Flower Power di Parrot, sonda smart per il monitoraggio delle piante, sensore Bluetooth a forma di fiore da inserire nel terreno, misura umidità temperatura luce e pH
Flower Power — Parrot

Cosa fa e come funziona

Flower Power è una sonda a forma di fiore stilizzato che si pianta direttamente nel terreno, accanto alla pianta da monitorare. In tempo reale — o quasi — trasmette i dati via Bluetooth Low Energy allo smartphone, dove un'app dedicata li raccoglie, li interpreta e li presenta in modo comprensibile anche a chi non è un agronomo.

Quattro sono i parametri misurati: l'umidità del terreno, la temperatura dell'aria, l'intensità della luce solare e la conducibilità elettrica del suolo — quest'ultima è l'indicatore indiretto del contenuto di fertilizzanti disciolti nell'acqua del terreno, un dato prezioso per capire quando e quanto concimare senza andare a occhio. Manca la misura diretta del pH, ma la conducibilità elettrica è già un ottimo punto di partenza per chi vuole gestire il terreno in modo consapevole.

Caratteristiche tecniche

Flower Power — Parrot
Parametri misurati Umidità terreno · temperatura · luce solare · conducibilità elettrica
Connettività Bluetooth Low Energy (BLE)
Alimentazione 1 batteria AAA · autonomia circa 6 mesi
Resistenza all'acqua Sì — adatta all'uso outdoor
Prezzo al momento della pubblicazione ~50 €

A chi serve davvero

Flower Power è particolarmente utile per chi coltiva piante esigenti in vaso — orchidee, agrumi, piante da terrazzo con esigenze specifiche di umidità — dove un eccesso o un difetto d'acqua può essere fatale e dove l'occhio da solo non basta. Ma è interessante anche per il giardiniere curioso che vuole capire davvero cosa succede nel suo terreno, non solo intuirlo.

L'app abbinata contiene un database di oltre 7.000 specie vegetali — si seleziona la pianta monitorata e il sistema confronta i dati rilevati con i valori ideali per quella specie, segnalando in modo chiaro se qualcosa non va. Non sostituisce l'esperienza del giardiniere, ma la supporta — soprattutto nelle fasi critiche come l'estate o il primo anno dopo il trapianto.

Una batteria AAA per sei mesi di funzionamento continuo, resistenza all'acqua per l'uso in piena terra: il compromesso tra semplicità e funzionalità è ben riuscito. Non è uno strumento professionale da laboratorio — è un gadget intelligente per chi vuole avere il giardino un po' più sotto controllo. Provare per credere.

domenica 22 giugno 2014

Lupino varietà Russell

Perenni · Curiosità storiche

Lupinus — la varietà Russell

Vent'anni di lavoro ostinato da parte di un orticoltore di York per trasformare un lupino selvatico nordamericano nelle guglie multicolori che oggi dominano i giardini di tutto il mondo.


Il Lupinus polyphyllus è la varietà selvatica che venne importata da David Douglas dal Nord America in Gran Bretagna nel 1820. Circa un secolo dopo, George Russell — un orticoltore di York — iniziò a lavorare su questa specie e in poco tempo la trasformò in una delle piante perenni più belle al mondo. Gli ibridi che ne risultarono portano ancora oggi il suo nome: Lupinus × russellii Hort.

Lupino varietà Russell in piena fioritura, alte guglie multicolori in rosa, giallo, viola e bianco, ibridi Lupinus polyphyllus di George Russell
Lupinus × russellii — le guglie multicolori di George Russell

Da Douglas a Russell: un secolo di storia

David Douglas era un botanico ed esploratore scozzese che nella prima metà dell'Ottocento percorse il Nord America raccogliendo specie vegetali sconosciute in Europa. Tra i suoi molti contributi alla botanica britannica c'è il Lupinus polyphyllus, portato in Gran Bretagna nel 1820 dalle coste del Pacifico nordamericano. Era una pianta dal carattere robusto, adatta ai climi atlantici, ma con fiori di colore semplice — prevalentemente blu-viola — e qualità ornamentale modesta. Qualcosa da migliorare, non da esporre.

Fu George Russell a vederci il potenziale. Orticoltore autodidatta di York, senza formazione accademica ma con una pazienza e una determinazione fuori dal comune, Russell decise di concentrare tutte le risorse lavorando alacremente sulle piante che egli riteneva inaccettabili nella crescita e nella forma. Non cercava il miglioramento progressivo — cercava la perfezione. E ci mise vent'anni.

Vent'anni di incroci per il lupino perfetto

Russell lavorò incrociando il Lupinus polyphyllus con il Lupinus arboreus — il lupino arborescente dalla fioritura gialla — con il Lupinus sulphureus e con alcune specie annuali come il Lupinus nootkatensis. Ogni stagione selezionava i migliori esemplari, scartava sistematicamente quelli che non raggiungevano i suoi standard e ricominciava. Da questi incroci progressivi ottenne fiori sempre più colorati, spighe sempre più dense e grandi, e soprattutto una gamma cromatica che il lupino selvatico non aveva mai posseduto: bianco, rosa, rosso, arancio, giallo, bicolore — combinazioni che sembravano impossibili per questa specie.

Dietro i sacrifici di Russell ci sono le insistenze del vivaista James Baker, che aveva intuito il valore commerciale del lavoro dell'orticoltore e voleva portare quei fiori al grande pubblico. I due soci lavorarono insieme per diversi anni con l'unico scopo di perfezionare l'ibrido Russell per poterlo presentare alla Royal Horticultural Society — il massimo palcoscenico dell'orticoltura britannica.

1937 — la RHS e i riconoscimenti

Nel 1937 le fitte e coloratissime guglie di Russell fecero il loro ingresso alla Royal Horticultural Society. Il successo fu immediato e clamoroso. Russell ricevette diversi premi, tra cui la Veitch Memorial Medal — il riconoscimento che la RHS assegna a persone di qualsiasi nazionalità che hanno dato un contributo eccezionale al progresso e al miglioramento della scienza e della pratica dell'orticoltura — e fu nominato Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE — Member of the Order of the British Empire).

Successivamente Baker assicurò il magazzino di Russell e avviò la produzione su scala commerciale. Nel loro periodo di massimo splendore, la Bakers Vivai Ltd di Codsall attirò ottantamila visitatori nel solo mese di giugno per visitare i 16 ettari di lupini in fiore. Un numero straordinario per un vivaio, in qualsiasi epoca.

Il sogno del colore — e la genetica recessiva

Il sogno di Russell era donare al lupino le tonalità che non avrebbe mai avuto in natura. Ma la genetica del lupino riserva una complicazione interessante: il colore blu è determinato da un allele di tipo recessivo. Questo significa che, senza una selezione attiva e continua, le generazioni successive tendono a perdere progressivamente i colori più elaborati e a ritornare verso i toni più semplici — il blu-viola originale della specie selvatica. Ogni varietà deve essere mantenuta con cura; abbandonata a sé stessa, la pianta si semplifica.

Questa caratteristica spiega anche perché la maggior parte dei lupini da giardino oggi — pur essendo tecnicamente ibridi Russell — presentino una grande varietà genetica diversa dalla variante originale. La facilità di impollinazione incrociata del lupino ha fatto sì che negli anni si siano create decine di popolazioni ibride, tutte discendenti dal lavoro di Russell ma con risultati sempre diversi.

Chi continua il lavoro di Russell

Ancora oggi i modelli creati da Russell sono il punto di partenza per altri orticoltori specializzati nella coltivazione del lupino. Tra i più significativi, Maurizio e Brian Woodfield — vivaisti da Stratford-upon-Avon — hanno ricevuto la Veitch Memorial Medal nel 2000 per il loro lavoro sulle nuove varietà. Le loro selezioni si riconoscono per le punte bicolori, in particolare nelle tonalità rosso-giallo e rosso-viola — combinazioni di grande impatto visivo.

Sarah Conibear, che gestisce i vivai Westcountry, ha creato a sua volta nuove varietà tra cui il "Beefeater" — rosso intenso, uno dei più cercati dagli appassionati. Il lavoro di Russell, iniziato in un orto di York all'inizio del Novecento, continua dunque a germogliare.

Coltivazione in giardino

Il lupino Russell è una perenne relativamente facile se si rispettano le sue poche esigenze fondamentali. Vuole pieno sole, terreno fresco, leggermente acido e ben drenato — i ristagni idrici al colletto sono la causa più comune di deperimento. Non sopporta i terreni calcarei: il pH ideale è tra 5,5 e 6,5. Ha radici profonde e non gradisce i trapianti una volta insediato — va scelto il posto definitivo prima di piantarlo.

Fiorisce a maggio-giugno con le grandi spighe verticali che lo rendono inconfondibile. Dopo la prima fioritura, tagliando le guglie sfiorite alla base si stimola una seconda, più modesta, in agosto. In autunno si lascia la pianta a riposo senza tagliare i fusti — proteggono il colletto dalle gelate. La concimazione si fa in primavera con un fertilizzante povero di azoto ma ricco di fosforo e potassio, che favorisce la fioritura senza produrre eccessivo fogliame.

Scheda — Lupinus × russellii
Tipo Perenne erbacea
Origine ibrido George Russell, York (UK) — presentato alla RHS nel 1937
Colori Bianco, rosa, rosso, arancio, giallo, viola, bicolore
Fioritura Maggio – giugno · seconda fioritura possibile in agosto
Altezza 80–120 cm
Esposizione Pieno sole
pH terreno 5,5 – 6,5 · acido-neutro, drenato — non tollera il calcare
Concimazione Primavera · basso azoto, ricco di fosforo e potassio
Potatura Guglie sfiorite recise alla base per stimolare la seconda fioritura
Trapianto Sconsigliato a pianta adulta — scegliere il posto definitivo
Rusticità Buona — fino a −15 °C

🌿 Compagne del lupino Russell

  • Salvia nemorosa "Caradonna" — spighe viola accanto alle guglie del lupino, stesso periodo
  • Geranium "Rozanne" — azzurro tappezzante che raccoglie i vuoti dopo la fioritura del lupino
  • Achillea millefolium "Terracotta" — corimbi arancio-rame che entrano in scena in luglio
  • Allium hollandicum "Purple Sensation" — sfere viola su stelo alto, fiorisce in contemporanea
  • Stipa tenuissima — erba ornamentale ai piedi del lupino, leggerezza che bilancia le guglie verticali

Fiori perenni

Perenni · Semina e coltivazione

Fiori perenni

In questa fine di primavera, ammettendo un certo ritardo, abbiamo pensato di seminare nuove specie. Ecco i fiori perenni che abbiamo scelto — e tutto quello che vale sapere su ciascuno.


I fiori perenni sono la spina dorsale di un giardino che funziona. Si seminano una volta, ritornano ogni anno, migliorano con il tempo. Non chiedono di essere reinventati ogni stagione — chiedono solo di essere scelti bene. Questo è il nostro elenco: specie diverse per altezza, colore e periodo di fioritura, pensate per coprire il giardino dalla primavera all'autunno.

Tappezzanti e rocciose — basse, per pendii e muretti

  • Aurinia saxatilis (Alyssum saxatile) Fiori giallo oro in aprile-maggio · 20–30 cm · tappezzante per pendii e muretti · sole pieno · terreno povero e drenato
  • Arabis alpina (sin. Arabis caucasica) Fiori bianchi in aprile-maggio · 15–25 cm · fogliame grigioverde persistente · sole o mezz'ombra · rusticissima
  • Aubretia deltoidea Fiori viola-lilla in marzo-maggio · 10–15 cm · cascate su muretti e scarpate · sole pieno · terreno calcareo drenato
  • Phlox subulata Fiori rosa, bianchi o lilla in aprile-maggio · 10–15 cm · tappeto compattissimo · ottima compagna di Aubretia e Alyssum
  • Iberis sempervirens Fiori bianco candido in aprile · fogliame sempreverde lucido · 20–30 cm · ideale tra le pietre · non richiede potatura frequente
  • Dianthus deltoides (Garofanino selvatico) Fiori rosa-carminio in giugno-luglio · 20 cm · fogliame sempreverde · raccoglie il testimone dopo le tappezzanti primaverili

Fioritura primaverile — maggio e giugno

  • Aquilegia vulgaris (Colombina) Fiori a sperone in viola, rosa, bianco, bicolore · maggio-giugno · 60–80 cm · si risemina spontaneamente · mezz'ombra
  • Geranium sanguineum (Geranio selvatico) Fiori rosa-magenta in maggio-luglio · 30–40 cm · fogliame rosso in autunno · adattissimo a sole e mezz'ombra · facile
  • Lupinus polyphyllus (Lupino) Spighe imponenti in ogni colore · maggio-giugno · 80–120 cm · colpo d'occhio garantito · terreno acido, sole pieno
  • Baptisia australis Fiori blu-indaco in maggio-giugno · 80–100 cm · fogliame grigio-verde elegante fino all'autunno · molto longeva · sole pieno
  • Iris germanica (Iris barbata) Fiori in ogni colore · maggio-giugno · 60–100 cm · rizoma che si moltiplica ogni anno · sole pieno · terreno drenato

Fioritura estiva — luglio e agosto

  • Echinacea purpurea (Echinacea) Fiori rosa-viola con centro conico arancio · luglio-settembre · 70–100 cm · attrae farfalle e api · teste secche decorative in inverno
  • Rudbeckia fulgida (Rudbeckia o Occhio di Susan) Fiori giallo oro con centro nero · luglio-ottobre · 60–80 cm · indistruttibile · si allarga ogni anno formando cespi sempre più generosi
  • Salvia nemorosa "Caradonna", "Ostfriesland" Spighe viola-indaco in giugno-luglio · rifiorisce se tagliata · 50–70 cm · ideale con rose e graminacee · sole pieno
  • Penstemon digitalis Fiori tubulari bianchi o rosa in giugno-agosto · 60–90 cm · fogliame rossastro in autunno · rustico · bel verticale nel bordino misto
  • Achillea millefolium (Achillea) Corimbi piatti in giallo, bianco, rosa, rosso · giugno-agosto · 60–80 cm · fogliame finemente diviso · secca benissimo
  • Nepeta × faassenii (Catmint) Spighe azzurro-lavanda in maggio-luglio · 40–60 cm · fogliame grigio-argenteo profumato · taglia dopo la prima ondata e rifiorisce

Fioritura tardiva — settembre e oltre

  • Helenium autumnale Fiori giallo-arancio-rosso in agosto-ottobre · 80–120 cm · uno dei protagonisti del giardino autunnale · sole pieno · molto generoso
  • Aster × frikartii "Mönch" Fiori azzurro-lilla da luglio a ottobre · 70 cm · tra le perenni più rifiorenti in assoluto · resistente all'oidio · sole o mezz'ombra
  • Sedum spectabile (Borracina) Corimbi rosa-carminio in agosto-ottobre · 40–60 cm · foglie carnose decorative · insetti ne vanno pazzi · ottima secca in inverno
  • Anemone × hybrida (Anemone giapponese) Fiori rosa o bianchi in agosto-ottobre · 80–120 cm · molto elegante in mezz'ombra · si allarga formando colonie naturali
  • Verbena bonariensis Fiori viola su steli alti e filiformi · luglio-ottobre · 100–150 cm · si risemina spontaneamente · trasparente, non blocca la vista · effetto naturale

🌿 Come usare questo elenco

  • Scegliere almeno una specie per ogni periodo di fioritura garantisce colore da aprile a ottobre
  • Le tappezzanti (prima sezione) si usano in primo piano o su pendii — le alte in secondo piano o come sfondo
  • Quasi tutte si seminano in primavera o fine estate e fioriscono dalla seconda stagione
  • Le perenni migliorano di anno in anno — il terzo anno sono irriconoscibili rispetto alla piantina del vivaio

Quel Verde tanto disprezzato...

Riflessioni · Cultura del verde

Quel verde tanto disprezzato

"Datti al giardinaggio." Una frase usata in senso dispregiativo. Ma forse chi la pronuncia non sa cosa c'è davvero dietro.


"Datti al giardinaggio." È una delle frasi più comuni usate in tono dispregiativo — il modo gentile per dire: visto che non sei bravo a fare altro. Ma forse chi si esprime così non sa che dietro il giardinaggio ci sono anni di studio, osservazione, fallimenti e tentativi. E forse non sa nemmeno che dietro il giardinaggio c'è la botanica — una scienza fondamentale per l'esistenza dell'uomo.

Una scienza che ci nutre

La botanica non è un passatempo da pensionati. È la scienza che studia la base di tutta la catena alimentare, i meccanismi della fotosintesi, i sistemi di impollinazione su cui dipende il 75% delle nostre coltivazioni. Senza botanica non esisterebbero né l'agronomia né la farmacologia né la medicina tradizionale di tre quarti del pianeta. Eppure si continua a trattarla — e con essa il giardinaggio — come un'attività di serie B, buona per chi non ha saputo fare di meglio.

Quando i giardini si presentano ordinati e fioriti, quando nell'aria si diffonde quella miscellanea di fragranze che cambia con le stagioni, il pensiero non può che fermarsi sulle persone che del giardinaggio hanno fatto una questione di vita. Persone che osservano, che aspettano, che sanno leggere la terra. Non è poco.

Il verde torna di moda — ma solo come trend

Non c'è effettivamente l'interesse di creare cultura. Si parla di Green Economy, di soluzioni eco-sostenibili ed eco-compatibili, di mode come la Vegitecture — la cosiddetta architettura verde — che vede nascere progetti di città-foresta dove le piante finiscono letteralmente sulle case, sulle facciate, sui tetti. Sono progetti bellissimi. Sono anche, spesso, operazioni di immagine più che di sostanza.

Il paradosso è evidente: da un lato si celebra il verde come simbolo di modernità e sostenibilità, dall'altro si taglia sistematicamente il budget per la manutenzione dei parchi pubblici, si cementificano le ultime aree agricole periurbane, si lascia morire di incuria il patrimonio arboreo delle città. Il verde fa tendenza sui social, ma nei bilanci comunali è sempre l'ultima voce.

Gli orti in casa e il ritorno alla terra

Da non molto tempo si è diffusa la pratica degli orti domestici. Molta gente prova a coltivare gli ortaggi più semplici — pomodori, zucchine, insalate — per risparmiare qualcosa sulla spesa e anche perché si fida sempre meno della filiera agroalimentare industriale. Non è nostalgia: è razionalità. Sapere da dove viene il cibo che si mangia è una forma di consapevolezza civile.

In periodo di crisi si è parlato persino della possibilità di creare centinaia di migliaia di posti di lavoro grazie al ritorno all'agricoltura. È cambiata, l'agricoltura — sia per le nuove tecniche di semina che per i macchinari utilizzati. Non si parla più di forza uomo-animale ma di precisione digitale, sensori, droni, agricoltura di precisione. Eppure la terra rimane terra. E prima o poi, volendosene staccare in tutti i sensi, ci si è sempre dovuti tornare.

Il territorio come risorsa — e come occasione sprecata

Il territorio — più semplicemente la terra — è una risorsa enorme. Sia esso sfruttato per l'agricoltura che per la creazione di aree protette, parchi, riserve naturali. Ma mancano i fondi — questa la frase di risposta invariabile. I fondi servono solo a coloro i quali vogliono trarne profitto immediato. Il verde pubblico, che non genera fatturato ma genera qualità della vita, salute, coesione sociale, viene sistematicamente trascurato.

Eppure esiste un'alternativa concreta che quasi nessuna amministrazione ha il coraggio di esplorare davvero: il volontariato di comunità. Se ci fosse una vera cultura del verde — non come moda ma come valore condiviso — si potrebbe fare affidamento, almeno in parte, all'impegno spontaneo dei cittadini. Una comunità intera che lavora per lo sviluppo delle aree verdi porta a risultati straordinari: basti guardare i giardini comunitari anglosassoni, le iniziative di guerrilla gardening nelle grandi città europee, i community gardens di New York nati su terreni abbandonati.

Il coinvolgimento di scuole e università — con percorsi didattici negli orti, laboratori di botanica, tirocini in vivai e aree protette — moltiplicherebbe l'impatto senza costi insostenibili. L'indotto economico, turistico e culturale di un territorio verde e curato è documentato e misurabile. Ma si preferisce, sistematicamente, non farlo.

Cosa si può dedurre da tutto ciò?

Che anche volendo staccarsi dalla terra — in tutti i sensi — prima o poi saremo costretti a tornarci. Non come resa ma come riscoperta. Il verde non è uno sfondo decorativo della vita umana: ne è una condizione. Lo sa chi ha un giardino, lo sa chi coltiva un vaso sul balcone, lo sa chi ha passato ore a osservare come cambia un fiore nell'arco di una settimana.

Forse il problema è proprio questo: che quelle ore non si vedono, non si misurano, non producono un dato da inserire in un foglio Excel. Ma producono qualcosa di più difficile da quantificare e più difficile da sostituire — un rapporto con il mondo naturale che, quando manca, si sente.

"Datti al giardinaggio" — d'accordo. Ma sapendo che significa studiare, osservare, aspettare, sbagliare, ricominciare. Significa capire come funziona la vita. Non sembra poco.

domenica 9 marzo 2014

Dieci piante rampicanti perenni

Rampicanti · Guida alla scelta

Dieci piante rampicanti perenni

Per dare colore al muro e quindi all'abitazione — perenni, giusto per avere il piacere di curarle tutti gli anni.


Per dare colore al vostro muro e quindi alla vostra abitazione potete puntare sulle piante rampicanti. Se la casa è indipendente ancora meglio, altrimenti dovrete fare i conti con il vostro vicino. La pianta rampicante non si considera infestante solo perché fiorisce — in realtà il suo comportamento è simile a quella specie di vegetali che infestano i giardini incustoditi o peggio ancora trascurati. La differenza la fa chi le coltiva.

Facciata di edificio completamente ricoperta da piante rampicanti in fioritura, fogliame verde rigoglioso su muro in mattoni, Klagenfurt am Wörthersee
Facciata con rampicanti — Klagenfurt am Wörthersee

Prima di scegliere: come si aggrappa?

Non tutte le rampicanti si arrampicano allo stesso modo — e capirlo prima di piantare evita sorprese. Alcune si aggrappano autonomamente con ventose o radici avventizie (Parthenocissus, edera, ortensia rampicante) e non richiedono supporti. Altre avvolgono i propri tralci o piccioli intorno a un sostegno e hanno bisogno di graticci, fili o reti (Clematis, caprifoglio, gelsomino, glicine). Altre ancora producono getti sarmentosi flessibili che vanno legati manualmente ai supporti (rose rampicanti, Campsis). Scegliere in base alla superficie disponibile e alla struttura già esistente è il primo passo.

Pianta Altezza Fioritura Esposizione
Bougainvillea 5 m Giu – Set Pieno sole
Campsis 10 m Giu – Ago Pieno sole
Clematis fino a 12 m Mar – Set Variabile per specie
Fallopia baldschuanica fino a 15 m Lug – Set Sole / mezz'ombra
Hedera fino a 12 m Fioritura discreta Tutti i tipi
Hydrangea petiolaris 7 m Giu – Lug Ombra / mezz'ombra
Jasminum officinale 3–5 m Giu – Set Pieno sole
Lonicera 5 m Giu – Ott Sole / mezz'ombra
Parthenocissus fino a 15 m Fioritura assente Pieno sole
Rosa rampicante 2–10 m Apr – Set Sole / mezz'ombra

1. Bougainvillea (Bougainvillea)

È una pianta molto delicata e per questo soffre il freddo — la temperatura minima di sopportazione è di −5 °C. Si consiglia di piantarla in luoghi esposti al sole e soprattutto a ridosso del muro, che funge da accumulatore di calore notturno. Ciò che chiamiamo "fiori" sono in realtà le brattee — foglie modificate di colore intenso che circondano i veri fiorellini bianchi, minuscoli. Il colore va dal bianco al rosa, dal rosso al fucsia acceso fino al viola. Raggiunge 5 m di altezza e fiorisce da giugno a settembre. Nelle regioni del nord Italia è consigliata la coltivazione in vaso, da ricoverare al chiaro in inverno.

2. Bignonia — Trombetta (Campsis radicans)

Esige l'esposizione al sole ed è consigliabile piantarla a ridosso di un muro. I fiori sono grandi, a tromba, in toni che vanno dall'arancio al rosso corallo — una delle rampicanti estive più vistose in assoluto. Si aggrappa ai supporti con radici avventizie, ma in pianura padana ha bisogno di qualche anno per prendere vigore. Una volta insediata diventa quasi indistruttibile. Raggiunge 10 m di altezza e fiorisce da giugno ad agosto.

3. Clematide (Clematis)

Molto bella soprattutto se messa a dimora assieme ad altre specie, visto che ne esistono numerose. Una delle varietà preferite è la Clematis montana, poiché è un trionfo di colori in maggio. Le clematidi avvolgono i piccioli fogliari intorno ai supporti — graticci, fili, rami di altre piante — e convivono meravigliosamente con rose e cespugli. La regola fondamentale: testa al sole, radici all'ombra. Raggiungono fino a 12 m a seconda della specie e fioriscono da marzo a settembre.

4. Correggiola (Fallopia baldschuanica)

Qualcuno la chiama anche Polygonum — può raggiungere altezze vertiginose, fino a 15 m. I fiori sono bianchi, in nuvole leggerissime che ricoprono la pianta in estate, e nella sua forma risulta essere una pianta dall'aspetto selvaggio e romantico. Come l'edera si può utilizzare per nascondere un edificio poco gradevole — ma va addomesticata ogni anno perché la sua crescita è impetuosa. Non adatta ai giardini piccoli senza potature frequenti. Fiorisce da luglio a settembre, sole o mezz'ombra.

5. Edera (Hedera helix)

È una rampicante sempreverde, molto potente. Ne esistono di diverse specie e varietà — foglie variegate, foglie grandi, portamenti diversi — e adora i muri. Bisogna governarla a dovere, evitando di farla salire sul tetto. In alcuni casi la si usa anche per abbellire il tronco degli alberi: qui sfatiamo il mito che dipinge questa pianta come aggressiva — l'edera non è un parassita e non si nutre della pianta ospite, a patto che questa sia adulta e robusta. Raggiunge 12 m, si adatta a tutti i tipi di esposizione compresa l'ombra profonda.

6. Ortensia rampicante (Hydrangea petiolaris)

Pianta esigente nei primi anni, poi autonoma e potente. Si fissa molto bene ai muri con radici avventizie, senza bisogno di supporti. La sua corteccia — cannella, ramata, che si sfalda in strati sottili — è così bella da dare soddisfazioni anche quando la pianta rimane nuda in inverno. Le infiorescenze sono piatte, color crema, in giugno-luglio. È la rampicante d'elezione per i muri in ombra o mezz'ombra dove le altre faticano. Raggiunge 7 m.

7. Gelsomino comune (Jasminum officinale)

Pianta molto profumata, rustica e quindi capace di resistere a temperature estreme — fino a −15 °C. Il profumo dei fiori bianchi è inconfondibile e si diffonde nelle serate estive con una intensità che riempie il giardino. Cresce avvolgendo i tralci ai supporti — graticci, recinzioni, pergolati — con rapidità. Raggiunge 3–5 m di altezza e fiorisce nel periodo estivo, da giugno a settembre, in pieno sole.

8. Caprifoglio (Lonicera)

Pianta versatile, capace di adattarsi a quasi tutto. È molto profumata — il profumo si intensifica di sera — e i suoi fiori bicolori bianco-giallo o bianco-rosso sono amati dagli impollinatori. Segue i fiori con piccole bacche rosse decorative, molto apprezzate dagli uccelli. Raggiunge 5 m, fiorisce da giugno a ottobre in modo prolungato, sopporta bene sia il sole diretto che la mezz'ombra.

9. Vite del Canada (Parthenocissus)

La più famosa è la "Veitchii" ma ne esistono molte altre. Si aggrappa tramite ventose adesive — nessun supporto necessario, si attacca direttamente al muro. Come per l'edera, bisogna prestare attenzione ai tetti e alle grondaie. La sua vera stagione non è l'estate ma l'autunno: le foglie diventano di un rosso intenso e fiammante che trasforma le facciate in spettacoli cromatici. Raggiunge 15 m, la fioritura è discreta, esposizione in pieno sole per il massimo colore autunnale.

10. Rosa rampicante (nelle sue specie)

Non rifiorisce perché sarmentosa, ma i suoi fiori durano tre settimane — e in quelle tre settimane non c'è nulla che le eguagli. La scelta va fatta in base all'altezza e al colore dei fiori: si va da varietà compatte di 2 m a rampicanti vigorose come la Rosa filipes "Kiftsgate" che supera i 10 m. I getti sarmentosi vanno legati manualmente ai supporti quando ancora flessibili, in primavera. Fiorisce da aprile a giugno, con alcune varietà rifiorenti che riprendono in estate. Esposizione sole o mezz'ombra.

🌿 Come scegliere quella giusta

  • Muro in ombra → Ortensia rampicante o Edera — le uniche che prosperano davvero senza sole
  • Muro in pieno sole, clima mite → Bougainvillea o Campsis — colore e vigore senza rivali
  • Profumo in giardino → Gelsomino o Caprifoglio — fioritura lunga e fragranza serale
  • Copertura rapida e totale → Fallopia o Parthenocissus — 3–4 stagioni e il muro è coperto
  • Colore autunnale → Parthenocissus "Veitchii" — rosso fiammante da settembre a novembre
  • Eleganza e combinazione con altre piante → Clematis — si abbina a tutto e fiorisce a lungo

sabato 8 giugno 2013

Iris olandese "Professor Blaauw"

Bulbi · Fioritura primaverile

Iris olandese "Professor Blaauw"

Blu-viola con inserto giallo — un'accoppiamento di colore perfetto. Le Iris Hollandica piantate in grandi gruppi formano un'esplosione di colore a fine primavera che non si dimentica facilmente.


Le Iris Hollandica, se piantate in grandi gruppi di un'unica varietà, formano un'esplosione di colore. La varietà "Professor Blaauw" ha una colorazione tipica blu-viola con inserto giallo — un accoppiamento di colore perfetto. Sono fiori che si possono recidere per decorare casa, anche se è meglio lasciare un po' di colore al mondo!

Iris olandese Professor Blaauw in fioritura primaverile, fiori blu-viola intenso con caratteristica macchia gialla al centro, steli alti e sottili, bulbo da fiore reciso
Iris Hollandica "Professor Blaauw"

Le Iris olandesi — origini e carattere

Le Iris × hollandica — comunemente chiamate Iris olandesi o Dutch Iris — sono ibridi moderni nati in Olanda nel primo Novecento dall'incrocio tra specie mediterranee e nordafricane, in particolare Iris xiphium dalla Spagna e Iris tingitana dal Marocco. Il risultato è una pianta da bulbo robusta, facilissima da coltivare, che produce fiori elegantissimi su steli alti e sottili — perfetti tanto in giardino quanto recisi in vaso.

"Professor Blaauw" deve il suo nome al botanico olandese Aart Jan van der Blaauw, ricercatore specializzato nel comportamento dei bulbi. È una delle varietà storiche più coltivate in Europa — il blu-viola saturo con la macchia gialla centrale ne fa un fiore riconoscibilissimo, spesso usato anche nella produzione floricola professionale.

Come piantarle: profondità, distanza, gruppi

Essendo bulbi, possono essere piantati giocando con le forme e soprattutto per arricchire un angolo appartato del giardino. I bulbi si piantano con la punta rivolta verso l'alto a una profondità di circa 15 cm e a una distanza di 10–15 cm, in gruppi numerosi. Inutile dire che maggiore sarà l'area della piantagione, altrettanto sarà l'impatto visivo.

Prima della messa a dimora i bulbi devono essere conservati al buio, in un luogo fresco e asciutto. Il terreno deve essere sempre ben esposto, drenato, neutro o leggermente calcareo. Se ci si trova davanti a un terreno pesante sarà necessario migliorare il drenaggio aggiungendo sabbia grossolana alla buca — in questo caso si può anche scavare leggermente più in profondità per creare uno strato drenante sul fondo.

I bulbi si possono tenere sempre nel terreno: avendo a che fare con piante del tutto rustiche, è possibile lasciarle svernare direttamente nel suolo e puntualmente fioriranno ogni anno. La concimazione si effettua a fine fioritura, applicando concime specifico per bulbi attorno ai cespi. Nel primo anno si raccomanda di tenere il terreno libero dalle erbacce.

Altre varietà — una tavolozza completa

In realtà ne esistono di diverse tinte — e per ottenere schemi cromatici di effetto si consiglia di accostare varietà bianche, gialle, azzurre e viola. Altre varietà altrettanto spettacolari sono la Iris "Golden Harvest" — giallo oro intenso — e la Iris "Bronze Queen" con le sue sfumature bronzo-violaceo.

Alcune varietà di Iris da bulbo
Varietà Gruppo Colore
"Professor Blaauw" Hollandica Blu-viola con inserto giallo
"Golden Harvest" Hollandica Giallo oro intenso
"Bronze Queen" Hollandica Bronzo-violaceo sfumato
"White Excelsior" Hollandica Bianco puro — elegantissima con arbusti sempreverdi
"Blue Bird" Sibirica Azzurro cielo, venature viola
"How Audacious" Sibirica Viola con centro bianco striato
"Butter & Sugar" Sibirica Bianco e giallo burro
"Blue Jane Phillips" Barbata Azzurro pallido delicato
"Glazed Orange" Barbata Arancio smaltato brillante
"Fruitsation" Barbata Rosa-arancio bicolore
"Burgemeister" Barbata Viola medio con barba gialla
"Glacier Gold" Barbata Bianco con inserto giallo oro
"Tangerine Charm" Barbata Arancio mandarino caldo
"Study in Black" Barbata Viola quasi nero — effetto drammatico
"Loop the Loop" Barbata Bianco e viola bicolore ruffled
"Blue Bird Wine" Barbata Blu-viola con sfumature vinose
"Battle Star" Barbata Giallo e bordeaux bicolore
⚠ Attenzione — pianta tossica: l'Iris appartiene alle piante tossiche per via della sua linfa. È consigliabile usare guanti durante la manipolazione dei bulbi e delle parti verdi, e tenere la pianta lontana dalla portata di bambini e animali domestici.
Scheda — Iris × hollandica "Professor Blaauw"
Tipo Bulbosa — geofita
Colore Blu-viola intenso con macchia gialla centrale
Fioritura Fine primavera — maggio / giugno
Altezza 50–60 cm
Profondità di impianto ~15 cm · punta rivolta verso l'alto
Distanza 10–15 cm · in gruppi numerosi
Esposizione Pieno sole
Terreno Drenato · neutro o leggermente calcareo
Concimazione A fine fioritura — concime specifico per bulbi
Svernamento In piena terra — rustica, non richiede estrazione
Uso reciso Ottima — stelo lungo e rigido, durata in vaso fino a 7 giorni
Tossicità Sì — linfa irritante · usare guanti

🌿 Abbinamenti in aiuola

  • "Professor Blaauw" (blu-viola) → sfondo con fogliame dorato di Choisya ternata "Sundance" o Physocarpus opulifolius "Dart's Gold" — il contrasto complementare giallo/viola è di grande effetto
  • "White Excelsior" (bianco) → abbinata ad arbusti sempreverdi come il tasso (Taxus baccata) — eleganza formale senza tempo
  • Mix cromatico → bianche + gialle + azzurre + viola piantate in fasce separate dello stesso gruppo per schemi a colori netti e ordinati
  • Allium hollandicum "Purple Sensation" — fiorisce dopo le Iris con sfere viola su stelo alto, continuità visiva garantita