venerdì 20 marzo 2026

David Austin

Rose e ibridatori · Epoca 4

David C.H. Austin

Il rosarista dello Shropshire che a partire dagli anni ’60 reinventò la rosa da giardino — unendo la bellezza e il profumo delle rose antiche con la rifiorenza delle rose moderne


Negli anni ’50 il mercato delle rose era dominato dagli ibridi di tè e dalle floribunde: colori vivaci, steli dritti, poco profumo, fiori geometrici. Le rose antiche — quelle con i fiori a coppa pieni di petali e i profumi inebrianti — fiorivano una sola volta l’anno e stavano sparendo dai giardini. David Austin decise di unire i due mondi. Ci volle trent’anni di lavoro silenzioso. Il risultato fu una nuova classe di rose — le “English Roses” — che cambiò il gusto dei giardinieri di tutto il mondo.

Ibridatore · Inghilterra

David Charles Henshaw Austin OBE

Albrighton, Shropshire (Inghilterra)  ·  1926–2018

Attivo 1961–2018
Varietà introdotte Oltre 200
Contributo storico Fondatore della classe “English Roses”
Riconoscimenti OBE (2007); Victoria Medal of Honour RHS (2003); Dean Hole Medal; 29 medaglie d’oro Chelsea
Rosa simbolo “Graham Thomas” (1983)

Un libro, una rivelazione, una vita intera

David Austin nasce il 16 febbraio 1926 nella campagna dello Shropshire, in una famiglia di agricoltori. Cresce a contatto con la terra e con le stagioni, ma le rose non fanno parte del suo orizzonte — fino al ventunesimo compleanno, quando la sorella gli regala un libro: Old Garden Roses di A.E. Bunyard. È una rivelazione. In quelle pagine scopre un mondo che stava scomparendo: rose dalle forme romantiche, dai profumi intensissimi, dalla storia secolare. Rose completamente diverse dagli ibridi di tè che dominano il mercato.

Comincia a coltivare rose come hobby, ordinando i primi esemplari da catalogo. Ama le rose antiche per la forma e il profumo, ma ne riconosce il limite fondamentale: fioriscono una sola volta in primavera, poi niente per il resto dell’anno. Gli ibridi moderni fioriscono tutto l’estate ma sono privi di fascino. L’obiettivo diventa chiaro: creare rose con i fiori pieni e profumati delle antiche e la rifiorenza continua delle moderne. Nessuno ci era ancora riuscito davvero.

Trent’anni di semenzai — dal tavolo di cucina a Albrighton

Austin inizia a ibridare negli anni ’50 con il metodo più semplice: incrociare manualmente i pollini di rose antiche con quelli di varietà moderne. I primi tentativi falliscono — i semenzali vengono decimati da una malattia fungina e deve ricominciare da zero. Nel 1961 introduce la prima rosa commercialmente disponibile: “Constance Spry”, un climber rosa a fiore unico dal profumo intenso di mirra. Non è ancora rifiorente, ma la forma del fiore — una coppa profonda con decine di petali sovrapposti — è qualcosa che non si è mai visto in una rosa moderna. Il suo amico Graham Thomas, il grande orticoltore e scrittore, la commercializza attraverso il vivaio Hillings.

Nel 1969 apre il proprio vivaio ad Albrighton, vicino a Wolverhampton. Le prime English Roses rifiorenti arrivano lo stesso anno con “Wife of Bath”. Per anni i vivai inglesi rifiutano di inserirle nei cataloghi — gli ibridi di tè vendono bene, perché rischiare con qualcosa di nuovo? Austin decide di distribuirle da solo, con un catalogo spartano gestito dal tavolo di cucina della fattoria, con sei persone di staff.

1983 — il Chelsea Flower Show cambia tutto

Il punto di svolta arriva al Chelsea Flower Show del 1983. Austin presenta tre rose nuove — “Heritage”, “Mary Rose” e “Graham Thomas”. La risposta della stampa e del pubblico è travolgente. In particolare “Graham Thomas” — il primo giallo puro riuscito tra le English Roses, dedicata al suo amico e mentore — diventa immediatamente la rosa più discussa del Chelsea. L’anno successivo arriva la prima medaglia d’oro.

Da quel momento la crescita è inarrestabile. I vecchi fienili arrugginiti vengono sostituiti da moderni capannoni di confezionamento. Le serre fatiscenti lasciano il posto a strutture più grandi. Il giardino di Albrighton diventa uno dei più visitati d’Inghilterra, con la Collezione Nazionale delle English Roses. Nel 2009 la World Federation of Rose Societies assegna a “Graham Thomas” il titolo di “Rosa preferita del mondo” — la prima English Rose nella storia a riceverlo.

Il suo metodo: Austin selezionava personalmente ogni anno tra migliaia di semenzali, scartando tutto ciò che non raggiungeva i suoi standard precisi di forma, profumo, rifiorenza e robustezza. Riflettendo sul suo lavoro disse: “Ogni giorno mi meraviglio della mia fortuna di aver potuto fare della vita la coltivazione delle rose.” Muore nel dicembre 2018 a 92 anni. Il vivaio è oggi guidato dal figlio David e dal nipote Richard.

La sua rosa

Rosa “Graham Thomas” (Ausmas)

David Austin Roses, Inghilterra — 1983  ·  English Rose  ·  RHS Award of Garden Merit (1993)  ·  WFRS World’s Favourite Rose (2009)

Tipo English Rose (arbusto o rampicante)
Altezza 120–150 cm (arbusto) / 300–360 cm (climber)
Fioritura Rifiorente continua, da giugno alle gelate
Colore Giallo oro puro, brillante e caldo
Profumo Intenso, fruttato, note di Tè
Parentaggio “Iceberg” × seedling × “Charles Austin”
Fiori figli Oltre 20 varietà derivate, tra cui “The Pilgrim”, “Charlotte”, “Molineux”
Rusticità Fino a −20 °C (zona 5)

La rosa porta il nome di Graham Stuart Thomas (1909–2003) — il grande orticoltore, scrittore e pittore botanico britannico che fu amico, mentore e primo sostenitore commerciale di Austin fin dagli inizi. Dedidargli la rosa più importante fu un atto di gratitudine personale prima ancora che una scelta di immagine.

Il fiore è una coppa aperta di un giallo oro puro e brillante — il primo giallo davvero riuscito tra le English Roses, un risultato che Austin aveva inseguito per anni incrociando decine di varietà. I boccioli tondi si aprono in una forma a coppa poco profonda con petali disposti in modo informale e quasi romantico. Il profumo è ricco, fruttato, con note di Tè — inconfondibile e persistente.

Austin la definì la rosa più responsabile del successo e del riconoscimento delle English Roses nel mondo. In climi caldi come quello mediterraneo tende a crescere come climber vigorosa fino a 3–4 metri — in quel caso condurla su un supporto con i rami disposti orizzontalmente per massimizzare la fioritura.

Come coltivarla Pieno sole, terreno fertile e drenato. Come arbusto: potatura a febbraio-marzo riducendo l’altezza di un terzo, eliminando i rami più vecchi alla base. Come climber: condurre i rami principali orizzontalmente su un supporto, potare i rami laterali corti in febbraio. Concimazione specifica per rose ogni 4–6 settimane durante la stagione. Nei climi caldi come quello italiano esprime il meglio come climber; al Nord Italia rimane un arbusto compatto e floribondo.

Piante compagne consigliate

Lavandula angustifolia — il viola classico esalta il giallo oro con il contrasto complementare
Nepeta ×faassenii — azzurro nebbioso ai piedi, copre la base lignosa in estate
Campanula lactiflora — azzurro-lilla in altezza, fioritura contemporanea alla prima ondata
Salvia nemorosa “Caradonna” — steli blu-viola verticali in contrasto forte col giallo oro

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