Wilhelm Kordes II e la dinastia di Sparrieshoop
Quattro generazioni di ibridatori tedeschi sullo stesso terreno dello Schleswig-Holstein — la famiglia che inseguiva rose robuste, sane e indistruttibili
Se Meilland era la poesia della rosa — la storia romantica, il simbolo universale — i Kordes erano la sua ingegneria. La famiglia di Sparrieshoop nel nord della Germania ha inseguito per quattro generazioni un obiettivo preciso e concreto: rose che resistessero davvero al freddo tedesco, alle malattie, alla pioggia perenne dello Schleswig-Holstein. Rose che non richiedessero chimica. Rose per tutti. Il risultato è una delle imprese più influenti della storia della rosacoltura mondiale.
Ibridatore · Germania
Wilhelm Kordes II
Klein Offenseth-Sparrieshoop, Schleswig-Holstein (Germania) · 1891–1976
| Attivo come ibridatore | 1920–1955 |
| Contributo storico | Classe Rosa kordesii; sistema ADR di certificazione; “Crimson Glory” |
| Riconoscimento | “Grand old man of rose breeding” (American Rose Annual, 1977) |
| Rosa simbolo della dinastia | “Iceberg” / “Schneewittchen” (Reimer Kordes, 1958) |
Da un giardino di Elmshorn al più grande vivaio di rose del Nord Europa
La storia Kordes comincia nel 1887 quando Wilhelm Kordes I — il nonno — apre un giardino di rose a Elmshorn, nello Schleswig-Holstein. È una regione difficile per le rose: inverni duri, estati brevi, piogge frequenti, vento dal mare del Nord. La maggior parte delle rose cultivate allora erano delicate, esigenti, inclini alle malattie. Wilhelm I capisce che in Germania serve qualcosa di diverso.
Nel 1918 sposta il vivaio a Klein Offenseth-Sparrieshoop — un piccolo paese a nord di Amburgo dove la famiglia risiederà per sempre. I figli Wilhelm II e Hermann entrano nel business: Hermann si occupa della gestione e del commercio, Wilhelm II si dedica esclusivamente all’ibridazione. A partire dal 1920 inizia un programma di selezione sistematico che durerà trent’anni e rivoluzionerà il panorama rosicolo europeo.
L’ossessione per la robustezza e la Rosa kordesii
L’obiettivo di Wilhelm II è sempre lo stesso: rose che resistano al freddo tedesco senza protezioni invernali, rose che non si ammalino, rose che richiedano il minimo di interventi chimici. Durante la Seconda Guerra Mondiale — in condizioni di lavoro difficilissime — realizza qualcosa di straordinario: incrociando Rosa wichurana (Asia orientale) con Rosa rugosa (Giappone) ottiene una nuova specie ibrida completamente originale.
La chiama Rosa kordesii — la prima e unica rosa a portare il nome della famiglia come specie botanica. È straordinariamente rustica, resiste a −30 °C, ha un fogliame verde scuro lucente quasi immune alle malattie. Diventa la base di una nuova classe di rose e il punto di partenza di una serie di rampicanti robusti e bellissimi: “Parkdirektor Riggers” (1957), “Leverkusen” (1954), “Hamburger Phönix” (1954). Il fogliame scuro e lucente di moltissime rose moderne discende direttamente dalla kordesii.
Il sistema ADR — un lascito per tutto il mondo
Nel 1950 Wilhelm II è tra i fondatori del sistema ADR (Allgemeine Deutsche Rosenneuheitéenprüfung) — il sistema tedesco di certificazione delle nuove rose. Una rosa che ottiene il marchio ADR ha dimostrato, in anni di prove in condizioni diverse in tutta la Germania, di essere robusta, rifiorente, resistente alle malattie e di non richiedere trattamenti chimici preventivi. È il sistema di valutazione più rigoroso e rispettato al mondo nel campo della rosacoltura, e lo standard che ancora oggi i giardinieri europei cercano quando vogliono una rosa affidabile.
Reimer Kordes e la “Iceberg” — il figlio completa il lavoro
Dal 1955 il figlio Reimer Kordes (1922–1997) prende in mano il programma di ibridazione. È Reimer — non il padre Wilhelm — a creare nel 1958 la rosa che porterà la famiglia alla fama mondiale: la “Schneewittchen”, conosciuta nel mondo anglofono come “Iceberg”.
Il parentaggio è significativo: “Robin Hood” (Hybrid Musk di Pemberton, 1927) × “Virgo” (Ibrido di tè bianco, 1927). Due rose di epoche diverse, una arbustiva robusta e una elegante da esposizione, incrociate per ottenere qualcosa di completamente nuovo: una floribunda bianca di straordinaria vigoria e floribondità, con la resistenza alle malattie dei Hybrid Musk di Pemberton e la bellezza del fiore degli ibridi moderni. È il progetto del padre Wilhelm portato a compimento dal figlio.
Piante compagne consigliate
Lavandula angustifolia — il classico viola-bianco,
insuperabile per semplicità ed eleganza
Salvia nemorosa “Caradonna” —
steli blu-viola scuro in contrasto forte col bianco puro
Geranium “Rozanne” — azzurro chiaro
a lunga fioritura, copre la base
Rosa “Tuscany Superb” (Gallica cremisi) —
il rosso-viola antico accanto al bianco moderno,
un abbinamento storico e di grande impatto
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