Peter Beales
Il custode delle rose antiche del Norfolk — l’uomo che nel secondo Novecento salvò dall’oblio centinaia di varietà che il mercato stava dimenticando
Negli anni ’50 e ’60 del Novecento il mercato delle rose stava diventando sempre più omogeneo: ibridi di tè colorati, floribunde brillanti, niente profumo, niente storia. Le rose antiche — Gallica, Damascena, Alba, Bourbon, Noisette — sparivano dai cataloghi una dopo l’altra, dimenticate dai vivai e dai giardinieri. Peter Beales decise che non poteva permetterlo. Passiò quarant’anni a raccoglierle, moltiplicarle, catalogarle e difenderle. Senza di lui molte sarebbero andate perdute.
Ibridatore · Inghilterra
Peter Beales MBE
Attleborough, Norfolk (Inghilterra) · 1936–2013
| Attivo | 1968–2013 |
| Varietà introdotte | Oltre 70 |
| Collezione conservata | Oltre 1.200 varietà; Collezione Nazionale di Rosa spp. (UK) |
| Riconoscimenti | MBE (2005); Victoria Medal of Honour RHS (2003); 19 medaglie d’oro Chelsea |
| Rosa simbolo | “Anna Pavlova” (1981) |
Dal Norfolk con una rosa nel sangue
Peter Beales nasce il 22 luglio 1936 nel Norfolk, in una famiglia di campagna. Da bambino, durante la guerra, raccoglie le bacche delle rose selvatiche nelle siepi dei dintorni per venderle — a mezza corona per ogni carico. È già lì, tra quelle Rosa canina dei bordi strada, che nasce la sua passione. La rosa del nonno nel giardino di casa — “un antico cespuglio dai fiori profumati rosa pallido”, come la descriverà lui stesso decenni dopo — è il punto di partenza di tutto.
A 15 anni lascia la scuola e inizia come apprendista presso E.B. Le Grice Roses a North Walsham — uno dei vivai specializzati in rose più rispettati d’Inghilterra, famoso per la ricerca di nuove tonalità di porpora, grigio e blu. È lì che Beales apprende i fondamentali dell’ibridazione a fianco di un maestro rigoroso. Poi il servizio militare, poi la gestione di un vivaio nel Surrey. Infine, nel 1968, la decisione più importante: aprire un vivaio tutto suo a Swardeston nel Norfolk, con la moglie Joan, partendo quasi da zero.
La missione: salvare ciò che il mercato stava perdendo
Il mondo delle rose negli anni ’60 era dominato dal mercato di massa: ibridi di tè colorati, floribunde da aiuola pubblica, rose robuste ma anonime. Le rose antiche — quelle con secoli di storia, profumi straordinari e forme uniche — erano sistematicamente escluse dai cataloghi commerciali perché meno rifiorenti e meno “moderne”. Beales vide in questo abbandono non un’opportunità di mercato, ma un rischio reale di perdita irreversibile.
Si mise a raccogliere sistematicamente tutto ciò che riusciva a trovare: viaggiando per l’Inghilterra e l’Europa, visitando giardini dimenticati, vecchi vivai, collezioni private, orti botanici. Ogni varietà recuperata veniva moltiplicata, catalogata, integrata nel vivaio di Attleborough. Nel tempo il vivaio divenne la più grande collezione di rose classiche e specie del Regno Unito — oltre 1.200 varietà, con la Collezione Nazionale di Rosa spp. riconosciuta dall’RHS, che include più di 100 specie di rosa selvatica.
Il libro, il Chelsea, la voce più autorevole
Nel 1985 pubblica Classic Roses — un volume monumentale che diventa immediatamente il testo di riferimento mondiale per chiunque voglia conoscere la storia e la coltivazione delle rose antiche e classiche. È un libro scritto da qualcuno che le rose le conosce non dai libri ma dai campi: preciso, appassionato, autorevole. Viene tradotto in più lingue e ristampato per decenni. Beales inizia anche a esporre al Chelsea Flower Show nel 1971: in quarant’anni di presenze vince 19 medaglie d’oro, un record che testimonia la costanza e la qualità del suo lavoro.
Tiene conferenze in tutto il mondo — Giappone, America, Europa — e nel 2001 diventa il primo oratore inaugurale della serie “Great Rosarians of the World”. Nel 2003 riceve la Victoria Medal of Honour dall’RHS — il massimo riconoscimento orticolo britannico. Nel 2005 viene nominato MBE per i servizi all’orticoltura. Nel 2012, un anno prima di morire, presenta al Chelsea la rosa della Regina per il Giubileo di Diamante.
Muore il 26 gennaio 2013 a 76 anni. Il vivaio di Attleborough continua oggi con i figli Richard e Amanda, con oltre 850 varietà nel catalogo e un programma di ibridazione attivo.
Piante compagne consigliate
Lavandula angustifolia — il profumo della lavanda
si fonde con quello intenso della rosa in un’esperienza
olfattiva straordinaria
Nepeta ×faassenii — azzurro nebbioso ai piedi,
copre la base della pianta
Stachys byzantina — foglie argentate che esaltano
il rosa delicato dei fiori
Alchemilla mollis — verde-giallo morbido che raccorda
la rosa con il resto della bordura
Nessun commento:
Posta un commento