Francis Meilland
Il rosarista di Lione che nel 1939 spedfì talee in mezzo mondo prima che la guerra chiudesse le frontiere — e scoprì cinque anni dopo che la sua rosa era sopravvissuta con quattro nomi diversi in quattro paesi diversi
Ci sono storie nella storia della rosa che sembrano inventate. Quella di Francis Meilland e della sua rosa “Peace” è vera in ogni dettaglio: il giovane ibridatore che intuisce di aver creato qualcosa di straordinario, la guerra che scoppia e taglia ogni comunicazione, le talee spedite in segreto nell’ultimo aereo disponibile, cinque anni di silenzio, e poi la notizia — arrivata il giorno in cui Berlino cade — che la rosa è viva, fiorisce in America, e qualcuno l’ha chiamata “Peace”.
Ibridatore · Francia
Francis Meilland
Tassin-la-Demi-Lune, Lione (Francia) · 1912–1958
| Generazione | Quinta generazione di rosaristi Meilland |
| Varietà create | Oltre 140 |
| Riconoscimenti | ARS Rose Breeders Hall of Fame; WFRS World’s Favourite Rose 1976 |
| Rosa simbolo | “Mme A. Meilland” / “Peace” (1942–1945) |
Una dinastia che inizia con un giardiniere del parco
La famiglia Meilland coltiva rose dal 1850, quando Joseph Rambaux — giardiniere del Parc de la Tête d’Or di Lione — comincia a ibridare le piante del parco nel tempo libero. Alla sua morte lascia tutto alla moglie e alla figlia, il cui marito Louis-François Dubreuil diventa un rosarista affermato. È nel vivaio Dubreuil che nel 1900 entra come apprendista sedicenne un certo Antoine Meilland, che sposa la figlia del titolare e ne eredita il vivaio alla sua morte nel 1916.
Francis nasce nel 1912 — figlio di Antoine e Claudia Dubreuil, nipote e bisnipote di rosaristi. Cresce tra i filari del vivaio di Tassin-la-Demi-Lune, inizia a lavorare con il padre a quattordici anni, impara a ibridare con metodo e pazienza. È un ragazzo serio e appassionato. Nel 1932, in un viaggio di lavoro ad Antibes, conosce Louisette Paolino — figlia di un rosarista italiano — che ha dodici anni. La sposerà sette anni dopo, nel gennaio del 1939.
Il semenzale 3–35–40
Nel 1935 Francis seleziona cinquanta semenzali promettenti dai suoi semenzai. Uno viene etichettato con il codice 3–35–40. Nei quattro anni successivi lo osserva crescere con interesse crescente — è diverso da tutto ciò che ha mai visto. Boccioli allungati, petali color crema-giallo delicatamente orlati di rosa, vigore eccezionale, fioritura generosa e continua. Lo chiama “Mme Antoine Meilland” in onore della madre Claudia, morta giovane di cancro. Un omaggio silenzioso in forma di rosa.
Nel 1939, pochi mesi dopo il matrimonio con Louisette, i carri armati tedeschi entrano in Francia. Il vivaio è a rischio. Francis capisce che ha poco tempo. Prepara tre pacchi di marze — materiale vegetale per la propagazione — e li spedisce d’urgenza a rosaristi amici in Germania, Italia e Turchia. Il quarto pacco viene nascosto in una borsa diplomatica sull’ultimo aereo in partenza per l’America, diretto al rosarista Robert Pyle in Pennsylvania. Poi le frontiere si chiudono. Le comunicazioni si interrompono. Francis non sa se qualcuno abbia ricevuto qualcosa.
Cinque anni di silenzio
Per cinque anni Francis non sa nulla. La guerra occupa tutto — il vivaio, i pensieri, le energie. In Francia la rosa viene commercializzata nel 1942 come “Mme A. Meilland” con un successo discreto nonostante il momento. Quello che Francis non sa è che nel frattempo, in Germania, la stessa rosa viene venduta come “Gloria Dei” — Gloria di Dio — e in Italia come “Gioia”. Tre paesi in guerra tra loro, tre nomi diversi per la stessa rosa.
Nel 1944, dopo la liberazione della Francia, arriva finalmente la lettera di Robert Pyle dall’America: le marze sono sopravvissute, la rosa cresce rigogliosa, è stata distribuita in prova in tutto il paese e il responso è entusiastico. Pyle ha una proposta per il nome americano.
Dopo la “Peace” — una carriera interrotta troppo presto
Il successo della “Peace” è globale e immediato: oltre 40 milioni di piante vendute nel primo decennio, poi 100 milioni entro il 1992. Francis fonde con Louisette la società Meilland-Richardier nel 1946 per potersi dedicare esclusivamente all’ibridazione. Crea altre 140 varietà di qualità — tra cui “Baccara” (1954), la rosa rossa più usata nei bouquet degli anni ’60 e ’70 — e getta le basi di quello che diventerà uno dei più grandi vivai di rose al mondo.
Muore nel 1958 a soli 46 anni. Nel suo diario aveva scritto: “Come è strano pensare che tutti questi milioni di rosai siano nati da un piccolo seme non più grande della capocchia di uno spillo, un seme che avremmo potuto così facilmente ignorare, o trascurare in un momento di disattenzione.”
Piante compagne consigliate
Lavandula angustifolia — il viola classico
esalta il crema-giallo con il contrasto complementare
Salvia nemorosa “Caradonna” —
steli blu-viola verticali ai piedi della rosa
Geranium ×magnificum — viola intenso
in fioritura quasi simultanea a giugno
Alchemilla mollis — verde-giallo morbido
che raccoglie i petali caduti creando un effetto
quasi poetico ai piedi della pianta
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